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Proiezione del lungometraggio
“Eppur si muove – La squadra di Galileo”

in alto a sinistra pellicola di film con scritta CCPMC al centro macchina da presa che illumina la scritta sulla destra di data e ora dell'evento

Su proiezione “Eppur si muove – La squadra di Galileo”
e contorni

La sala di via Candelù 3 era piena la sera in cui abbiamo proiettato il lungometraggio “Eppur si muove – La squadra di Galileo”, realizzato dodici anni fa dalla Fondazione per lo Sport del Comune di Reggio Emilia, in occasione del 50esimo dalla nascita della Polisportiva Galileo.
La serata che abbiamo proposto era nata dal desiderio di una nostra abitante, Daniela Giaroni.
Lo spirito era quello di ricordare le diverse persone della Cooperativa di abitanti Mancasale e Coviolo che non sono più fra noi e che nel video, fra gli altri, raccontano la nostra storia. E questa è l’altra importante ragione della proiezione: ricordarci la nostra storia.
Una storia che, agli inizi del Novecento, ha avuto origine dal pragmatismo del mondo contadino, insieme all’utopia di realizzare un mondo migliore e più giusto.

In quei cinquanta e oltre anni fa, le vie delle nostre case ribollivano di bambini e bambine che sapevano giocare insieme con qualsiasi cosa incontrassero, incluso imparare a fare la catenella dalle donne che lavoravano all’uncinetto in cortile. Di adolescenti e giovani che avevano una gran voglia di divertirsi, di fare sport e a cui non si addiceva più la pista da bocce esistente, a cui i più anziani resistevano. Ma i giovani erano tanti. E allora via a lavorare tutti insieme per realizzarne una pista da pallavolo e calcetto, insieme ai volontari, giovani ma più adulti, che davano tutto il loro tempo e l’entusiasmo per seguire i ragazzi.

Poi qui si è sviluppato di tutto, non solo sport, ma si leggeva, si dibatteva, si era attenti alla cultura e alla politica. E poi tanto divertimento; invenzioni per ridere tutti insieme, energia a non finire. Il che attirava molti giovani, e non solo, da altri quartieri. Fare sport, infatti, era solo un’espressione, il risultato di un approccio più ampio intriso di utopie per un futuro migliore, ma che intanto si nutriva di attenzione verso l’altro essere umano, lo si vedeva, lo si accompagnava. Nel video, una giovane pallavolista di allora ha confessato che quel mondo era tutto per lei, era una ragione di Vita.
Così lo sport funzionava magnificamente, ma senza particolari stress competitivi. Tuttavia nel tempo, il risultato è stato anche un evolversi importante e articolato di varie discipline sportive.

Quello che veniva offerto era soprattutto un contesto attento di comunità solidale, di cui ci si sentiva parte. Intorno a questo ambito, ricco di generosità spontanea che si respirava, si è soffermata in particolare la presentazione di Lucia Zanetti che ha curato la regia del lungometraggio. Anche i commenti dello storico Antonio Canovi – presente alla proiezione, oltre che interprete di alcune parti del filmato – sono stati centrati su questo aspetto importante della storia.

Da allora è cambiato il mondo e così noi; adesso la nostra realtà è ben diversa da quei tempi, a partire dai pochi bambini che circolano nelle vie e nessuno si siede più in cortile a fare l’uncinetto, o qualsivoglia altra attività. Gli adulti sono stressati da un lavoro che richiede molto, anche per tentare di mantenerlo, a volte; oppure per cercarne un altro quando viene meno. Viviamo di più nei nostri appartamenti, a cui approdiamo stanchi, come fossero rifugi che ci proteggono. E ci consoliamo con i tablet e gli smartphone che ci danno l’illusione di essere circondati da un sacco di amici.

“Non è possibile tornare a quel passato – dice la vice presidente Valentina Caroni – ma possiamo imparare da quella storia. Il lavoro del nostro Consiglio è infatti quello di buttare semi di vicinanza. Per questa ragione, le attività che offriamo nascono o da proposte di persone che abitano la Cooperativa, o dall’avere individuato i talenti, da cui ciascuno di loro è abitato, chiedendo se li vogliono condividere. Sono nati così vari corsi di successo, fra cui quelli di cucina e di varie attività creative”.

“Le persone hanno seguito con interesse e commozione il video – constata Roberta Pavarini, presidente della Cooperativa – per affezione, perché si riconoscevano in quella storia. Qualcuno con un po’ di nostalgia per un tempo che non è più parte della nostra realtà. Anche se in ciascuno serpeggiava la consapevolezza che non si può tornare indietro. Il nostro obiettivo è comunque e sempre quello di tenere insieme la comunità dei nostri abitanti. Cercando di risolvere le questioni e rispondendo alle domande che sorgono. Ora abbiamo in particolare un tema da affrontare, quello della palestra. Costruita sull’ardore degli anni passati, ha avuto un grande valore per la nostra gente. Da qualche mese, dopo la chiusura dell’attività di arrampicata, è inutilizzata ed è come una pagina bianca da riscrivere. Faremo di tutto per conservare la qualità che l’ha creata, e per trovare una soluzione adeguata ed economicamente sostenibile”.

Invito all’evento

A 12 anni dalla realizzazione del lungometraggio per i 50 anni della Polisportiva Galileo proiettiamo la pellicola realizzata dalla Fondazione per lo Sport del Comune di Reggio Emilia.

Sarà l’occasione per condividere riflessioni e ricordi insieme ai protagonisti, ai soci della cooperativa, alla regista Lucia Zanetti e allo storico Antonio Canovi; per poi continuare la serata con un aperitivo insieme.

Vi aspettiamo sabato 31 gennaio alle ore 17.