Casa, serve un’azione collettiva: CCPMC aderisce a Convivere Emilia-Romagna

Un passo concreto per mettere in rete competenze e costruire soluzioni durature per lavoratori, giovani e famiglie.
Serve un’azione collettiva per affrontare in modo strutturato e lungimirante l’emergenza abitativa che interessa anche il nostro territorio.
È con questa convinzione che il Consiglio di Amministrazione di CCPMC – Case Popolari Mancasale e Coviolo Società Cooperativa – ha deliberato l’adesione al nuovo Consorzio Convivere Emilia-Romagna, strumento promosso per rafforzare il ruolo delle cooperative di abitanti nella costruzione di risposte concrete al bisogno di casa.
Il Consorzio è nato in seno a Legacoop Emilia-Romagna, grazie all’impulso della direttrice Barbara Lepri, con l’obiettivo di dotare il movimento cooperativo di un interlocutore unitario capace di condividere strategie, attrarre risorse e sviluppare progetti abitativi sostenibili.
La decisione di CCPMC si inserisce in un contesto in cui il tema dell’abitare è tornato centrale a livello europeo e nazionale. Il Piano Casa europeo va nella direzione di rafforzare il diritto all’abitare e sostenere investimenti per l’edilizia sociale, in forte sinergia con le proposte sulla casa promosse da Legacoop Abitanti. Al contrario, il Piano Casa annunciato a livello nazionale è al momento ancora in fase di definizione. Più concrete risultano invece le scelte della Regione Emilia-Romagna, che ha già previsto importanti stanziamenti per sostenere interventi abitativi a beneficio dei territori, tra cui un piano complessivo di circa 300 milioni di euro per riqualificazione e nuove realizzazioni.
Il Consorzio Convivere Emilia-Romagna, presieduto da Mirco Mongardi, rappresenta dunque un nuovo interlocutore collettivo sulla scena regionale, in grado di valorizzare il lavoro e la missione delle cooperative di abitanti – sia a proprietà divisa sia indivisa – e di promuovere progetti improntati alla sostenibilità economica e sociale.

La presidente di CCPMC, Roberta Pavarini, entra a far parte del Consiglio di Amministrazione del nuovo Consorzio e dichiara:
«Il tema della casa richiede oggi una visione ampia e condivisa. Convivere rappresenta uno strumento fondamentale per mettere in rete competenze, soggetti e condividere strategie per cogliere nuove opportunità di sviluppo. Solo attraverso un’azione cooperativa coordinata possiamo contribuire con i soggetti istituzionali a costruire risposte concrete per lavoratori, giovani e famiglie che oggi faticano a trovare soluzioni sostenibili nel mercato immobiliare».
Tra le cooperative reggiane che hanno aderito figura anche La Betulla, a conferma della volontà del territorio di contribuire in modo unitario alla costruzione di nuove risposte abitative. Nei prossimi mesi è prevista l’adesione di ulteriori cooperative, rafforzando progressivamente la rappresentanza e la capacità operativa del Consorzio.
Con questa adesione, CCPMC rinnova il proprio impegno a favore di un modello cooperativo dell’abitare che mette al centro le persone, la comunità e la sostenibilità, contribuendo alla costruzione di soluzioni concrete , innovative e durature per il territorio.
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